
L’editoriale di Graziano D’Andrea
Ho aspettato qualche settimana prima di ufficializzare la mia nuova carica di direttore artistico di RadioWebItaly.
Ho aspettato perché non è nel mio stile incominciare un lavoro e poi concluderlo prima ancora che il lavoro stesso abbia veramente inizio. Ho voluto testare, capire, e sperimentare.
Ho lavorato gomito a gomito con Massimo Lanzi, che ringrazio per la fiducia. Massimo è una persona piena di voglia di fare con un entusiasmo contagioso.
Il suo unico difetto forse è quello di fidarsi troppo delle persone, ma fortunatamente per carattere io ripago sempre la fiducia che mi viene accordata.
Un’inizio difficile quello di RadioWebItaly, che ha pagato nelle prime settimane lo scotto della nuova tecnologia. Chi ha lavorato per le normali radio Nazionali, Network o private che siano, non può pensare di saper già affrontare le problematiche di una web radio.
Ci sono molte cose in comune ma anche sostanziali differenze tecniche. I numeri e la tipologia dell’ascolto son ben diversi e con questo bisogna confrontarsi in ogni momento. Dopo un primo scossone di assestamento tecnico e umano siamo riusciti a dare continuità ed equilibrio a questa web radio dalle grandi potenzialità.
24 ore di musica per tutti i gusti, giornali radio di informazione nazionale ed internazionale, rubriche musicali e culturali oltre alle dirette serali che sono l’ossatura di una radio quanto mai articolata ed in evoluzione.
Chi è rimasto al nostro fianco ha dimostrato grande personalità e professionalità. Ringrazio Paolo Amato e Paolo Zannini che non ci hanno pensato nemmeno un minuto a sposare il progetto riveduto e corretto.
Ma ringrazio anche Penelope che ha continuato con lo stesso entusiasmo del primo giorno , e tutti gli amici che si sono aggiunti e che si aggiungeranno nelle prossime settimane. Penso ad Alessandra Frontini che cura un programma dedicato ai libri di grande impatto e spessore e penso ad amici che si stanno preparando al grande debutto, Doc Franz, Sara e Andrea Venturi che in qualità di responsabile del sito di informazione partner Clubradio.it ha creduto in questo nuovo soggetto radiofonico. Tutto ormai è avviato, ci lasciamo alle spalle persone che non credevano veramente in RadioWebItaly ma solo alle parole e ai pochi fatti di chi mi ha preceduto. La capacità professionale e l’umiltà si dimostrano nei momenti difficili.
Io personalmente in oltre trent’anni di radio non mi sono mai tirato indietro, una cosa di cui sono orgoglioso. Buon lavoro a tutti coloro che collaborano con noi e un benvenuto a tutti coloro che arriveranno in futuro. Ora siamo veramente in onda……a tutti buon ascolto!!!
Graziano D’Andrea
Caro Gianfranco, scusa se ti chiamo per nome ma credo proprio di conoscerti da una vita. Ti incrociai infatti in tempi per me ancora scolastici a Trieste, quando tu eri ancora componente del Fronte della Gioventù e le tue idee erano ben chiare e senza dubbi di sorta. Ti ho ammirato e ho cullato l’idea, fino ad un paio di anni fa, che tu fossi uno dei migliori politici che l’Italia avesse avuto. Al di là della colorazione politica mi hanno sempre entusiasmato gli uomini coerenti e convinti. Mi piacevano, oltre a te, Almirante, ma anche Berlinguer, Ugo La Malfa e Bertinotti. Come vedi uomini di estrazione sociale e politica totalmente opposti. Ma tutti avevano una cosa in comune la coerenza. Si la coerenza quella che ad un certo punto della tua vita personale e politica, secondo me, è venuta meno. Forse il tuo pecorso è stato lineare, e forse molti si sono illusi che tu fossi veramente sincero e convinto delle tue scelte, ma si sbagliavano. Il tuo primo errore, il più grande, è stato quello di vendere il tuo partito a Berlusconi. Questo nessuno te lo perdonerà mai. Hai cavalcato per lunghi anni la lenta ricostruzione in termini di credibilità del partito che avevi ereditato da Giorgio Almirante. Eri riuscito ad allontanare l’immagine del partito fascista trasformandolo in partito di destra, moderno e di stampo europeo. Tutti, indipendentemente dal proprio credo politico avevano apprezzato il tuo ruolo fondamentale nel processo di modernizzazione.
Continua la guerra televisiva Sky-RAI. Fino a questo momento credo che il vero perdente sia il telespettatore. Alla faccia del decoder unico previsto da tanto di legge. Nessuno infatti si interessa al modo per agevolare il cittadino dalla fruizione dei canali televisivi. Sky con il decoder chiuso. In pratica l’abbonato vede quello che Sky vuole far vedere. La RAI con la nuova piattaforma Tivù SAT che non è in chiaro come ampiamente pubblicizzato ma in gran parte criptata. Per vedere tutti i canali bisogna avere la tesserina che non viene distribuita a tutti gli abbonati (cosa che dovrebbe essere fatta gratuitamente). La si può avere solo acquistando un decoder che ancora è difficile da reperire nei negozi. Chissà poi per quale strano motivo, i decoder reperibili sono solo quelli più cari (mediamente 160 euro). Negli ultimi giorni inoltre coloro che hanno acquistato tali decoder hanno avuto problemi ad attivare la tessere al call center di Tivù Sat per non si sa quale problema tecnico. Insomma è caos completo. Per ricapitolare un utente che non è raggiunto dal segnale analogico e digitale terrestre, oltre a pagare il canone RAI che supera i 100 euro, deve fornirsi del ricevitore satellitare e attivare la tessera. La spesa a famiglia per un solo televisore è quindi, allo stato attuale, di circa 250 euro. Complimenti a chi ha organizzato tutto questo. Un discorso a parte va fatto per i canali RAI SAT che erano presenti sulla piattaforma SKY. Al di là della consistenza dei palinsesti, che oserei definire risibile (repliche su repliche dei canali generalisti), va aggiunto il totale ridimensionamento proprio della proposta in chiave numerica di tali canali.
La notizia è di quelle epocali, il Grande Fratello in Inghilterra chiude. Non verrà infatti rinnovato l’accordo con Endemol che ne detiene i diritti.
Ho aspettato un pò prima di prendere posizione nei confronti di questo ultimo capitolo della saga di James Bond, “Quantum of solace”, il secondo film interpretato da Daniel Craig.
E’ arrivata veramente l’Estate anche per il sottoscritto. Come da tradizione la mia Estate vuol dire lavoro e basta. Certo mi piacerebbe qualche volta andarmene in vacanza, ma ormai da anni questo periodo mi riserva grandi opportunità di lavoro….., e poi tutto sommato in vacanza ci si può andare in altri periodi dell’anno.
Ci risiamo ritorna l’estate, i palinsesti televisivi cambiano e ricominciano le programmazioni fotocopia della RAI. Inutile dire che chi programma i palinsesti estivi non ha nessun rispetto degli utenti abbonati del servizio pubblico. Quante volte avete già visto la serie di telefilm la signora in Giallo? Credo almeno tre volte per intero, visto che negli ultimi dieci anni (per essere ottimisti) l’abbiamo rivista e stravista. Che dire poi delle interminabili stagioni di Incantesimo o le sorelle McLeod? Non può mancare nemmeno il comissario Rex, se un’estate non ci fosse mi sentirei defraudato di un mio sacrosanto diritto. Ci aggiungiamo quest’anno anche le repliche delle repliche delle repliche di “Un medico in famiglia” e il gioco è fatto. Ormai al bar non si parla più delle trame di questi film, basta nominare la stagione e il numero della puntata e tutti sanno tutto. Un pò come la storiella dei matti al manicomio che si raccontano le stesse barzellette numerandole e ridono solo a pronunciarne il numero. Qui i matti siamo noi che continuiamo a pagare un canone per avere reality d’inverno e repliche d’estate. Meno male poi che c’è Sky, pagando un ulteriore pesantissimo canone abbiamo la possibilità di vedere Rai Sat Premium che nella giornata tipo replica per 24 ore ancora Incantesimo, Un medico in famiglia ma anche Capri (tutta la serie e per due volte ininterrottamente), Cuore e batticuore, e finalmente qualcosa di veramente inedito: Dallas!!!.
Mentre scrivo, l’account di Clubradio il portale informativo di Trieste è stato disattivato da Facebook. Questo è stato fatto senza alcun preavviso e spiegazione da parte di chi gestisce questo social network. Premetto che personalmente non ho mai amato Facebook che considero solo un mezzo per far arrivare qualche notizia al maggior numero di persone. Per il resto, il modo arrogante e censorio con cui viene gestito mi disgusta. In questi mesi molte persone hanno lamentato varie disattivazioni senza motivazioni. Persone che hanno fatto un buon uso del proprio spazio, usando Facebook come cassa di risonanza di campagne sociali a favore di bambini disagiati o di problemi ambientali e animalisti. Queste persone si sono trovati ripetutamente sconnessi da un momento all’altro. Altri gruppi che si sono formati ineggiando alla pedofilia, allo stupro o al razzismo, sono rimasti indisturbati visbili in mezzo all’indignazione. Questo non è uno strumento democratico. L’uomo di per se ha difficoltà ad usare questi strumenti in maniere positiva e costruttiva, non si sa perchè preferisce dare sfogo agli istinti più bassi per la logica del piacere perverso. Ho assistito in questi mesi alla formazione su Facebook di gruppi che hanno fatto politica, oppure di account che hanno oltrepassato lo spam più violento , ma nessuno è mai intervenuto. Quale problema può creare un sito di informazione come Clubradio che non prende posizione politica, che non si schiera con nessuna fazione? Forse è proprio questa libertà che fa paura. Probabilmente il fatto di non essere schierato spaventa chi ha interessi a controllare le masse, facendo credere di offrire uno strumento libero e democratico per poi collezionare dati personali e informazioni per poter usare a proprio piacimento. E’ ora di far cambiare le cose, è ora di smettere di fare i pecoroni dietro a questi signori che le parole democrazia e sociale non sanno nemmeno cosa sia.
Grande successo per la diretta di Radioattività dedicata a “Trl awards 2009″ grande evento di MTV che va in scena in diretta questa sera dal Piazza dell’ Unità d’Italia a Trieste.
Sabato tutto dedicato alla musica quello odierno. Questa sera a partire dalle ore 21.00 va in scena la serata finale del Eurovision Song Contest 2009. Anche quest’anno non partecipa l’Italia che ha partecipato fino al 1996, vincendo due edizioni, quella del 1964, con Non ho l’età di Gigliola Cinquetti (che partecipò anche nel 1974, arrivando seconda dietro agli Abba), e nel 1992 con Insieme cantata da Toto Cutugno.